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martes, 14 de junio de 2011

Dai Diari per "A Ragna"- Maria Catena



XVI
Me prorono 'e mmane. 'O sanghe m'e arrivato 'ncapa. 'A pacienza é fernuta...

Mò 'e cciro, a tutt'e doje. 'E voglio vattere, m'anna fa mal'e mane. 
Voglio vedè 'e scippe russe 'ngopp'a pelle,'e cinche dita stampate a fuoco. 
C'adda rimanè scritto 'ncuollo e dint'a capa.Quann'o mmale sta dint'o turreno, taglia 'ntuorno, accussì se dice.
Aggia taglià tutte cose.





viernes, 6 de mayo de 2011

Diari per 'A Ragna- Chiara


Usciremo la mattina presto, all’alba, tra le 4:00 e le 5:00, 
quando tutti (o quasi) gli “amici” di papà dormono e a N. in giro ci sono
solo i postini e gli ubriachi che dormono sui gradini delle chiese,
tra i vicoli c’è una bella luce bluastra a quell’ora

e le madonnine agli angoli delle strade
sono ancora più dorate
e ti dicono la strada.

lunes, 11 de abril de 2011

Dai diari per 'A Ragna - Domenico

... La luce del bagno è grigia e nello specchio appannato scorgo un paio d’ali appese al chiodo, le fisso mentre le sue mani mi toccano e non sento niente tranne la sua curiosità. Domenico si sente triste quando è nudo nella vasca e non gli vengono le mosse ma gocciola acqua sporca in un fiume di capelli neri.

domingo, 11 de abril de 2010

I Diari - 02. Soledad

2 Agosto

Mi querida Lena,
he ritrovado tuo diario. Avevo dimenticado que lo tenevo tra rete y matarasso.
Mi querida Lena,
oje son 3 anos.
Salvador es belissimo, yo no he mai visto un niño tan maravilloso!
A volta sueno que ello es mio y tuo también...
Lena, aquì puedo decìr esta cosa que nadie puede saber...yo para ti potevo ser un hombre.
Bien, un hombre un poquito strano, que poteva existir soltanto por aiutare Salvador. Perdona, soy muy stanca, soy una tonta!
Esta manana a las 6 he portato Salvador en el parco por una sorpresa de cumpleano. No estaba ninguna persona por la estrada, solo nosotros y un sol muy dulce. Abbiamo caminato por el rio, uh, Salvador es muy curioso! Teneba que aprendér todoso los nombres de las plantas, yo he inventado un poquito, y quando me ha preguntato como se llamaba una flora roja yo he dicho "Lenita".
Despues he llorado, pero Salvador stava por llorar también, entonces he dicho que tengo "allerghìa", y habemos starnutido con mucho gusto para reìr, juntos. En el parco estaban dos perros muy cariñosos y el niño estaba muy feliz. Es la primera vez que que me voy con Salvador por la estrada. Ha apredido todos los colores, es muy intelligente!
Ahora yo no se si yo he dicho bien la pronuncia, espero que si.
Lena te amo y me mancas muchissimo.
Salvador no sabes nada.
Te amo.
Soledad

lunes, 21 de diciembre de 2009

03. Lena

Oggi sono andata al parco pure se pioveva, tanto un po' di sole esce sempre prima o poi.
Al parco non c'era nessuno, solo una signora con la pancia ancora più grande della mia.
Stava seduta su una panchina e se l'accarezzava e rideva. Mi sono fermata a guardarla.
Lei mi ha vista alzando la testa di scatto, poi mi ha guardato la pancia e ha sorriso.
Mi ha chiesto quando nasce. Io le ho detto che non lo so, ma Soledad dice ad agosto.
Mi ha chiesto se è maschio o femmina. Io le ho detto che Soledad dice che è maschio.
Mi ha chiesto come si chiama. Io le ho detto che Soledad dice che si chiama Salvador.
Mi ha chiesto chi è Soledad. Io le ho detto un angelo.
Mi ha sorriso di nuovo. Mi ha detto che lei aspetta una femmina che si chiama Maria e nasce a luglio, e che viene al parco tutti i giorni e se mi va di chiacchierare la trovo là.
Io non chiacchiero mai con nessuno, solo con Soledad.
Me ne sono tornata a casa.

martes, 27 de octubre de 2009

03. Salvatore Di Baia

Soledad una volta mi portò al parco per insegnarmi a fare le bolle di sapone. Diceva che, visto che era iniziata la primavera, dovevamo festeggiare e salutare gli alberi e le farfalle.
Io potevo avere 6 anni, e fare le bolle mi è subito riuscito facile, e mi piaceva pure.
Soledad però mi fermava perché dovevo prima vedere da lei come si facevano...per farne uscire una ci ha messo un quarto d'ora! Io glielo dicevo che soffiava troppo poco, ma lei, niente, diceva che le signore non possono aprire troppo la bocca. Allora ho preso io il fattapposta e ne ho fatte volare 3 in un colpo solo.
Secondo me ci è rimasta un po' male, però poi è diventata felice perchè era primavera, e mi incoraggiava, diceva che ero "muy talentuoso". E stavamo io e lei in mezzo al viale, noi e le bolle e le foglie, e per mezz'ora eravamo uguali a tutti gli altri che passavano e ci guardavano.
Soledad, giocando, si era dimenticata che la gente non doveva vederci insieme, ma eravamo troppo felici, e ancora oggi, secondo me, la primavera è proprio questa cosa qua.

jueves, 17 de septiembre de 2009

I Diari - 02. Salvatore

Mò me ne vado da Soledad
così mi racconta cosa ha fatto oggi
come ha abbinato scarpe e orecchini
come ha fatto finta di godere
quanto ce l'aveva lungo l'ultimo
o qualcuno che si ricorda
cosa le ha scritto Topazio dal Venezuela
poi si commuove stesso mentre ride
allora alza il volume della radio
e cerca una canzone da ballare
e se non la trova balla lo stesso
pure sulla stazione della musica classica.
Mi dice che sono dimagrito,
la signora Concetta dal primo piano batte la scopa sul soffitto
e noi ridiamo e poi ride anche lei che sta da sola qua a Baia.
Soledad nemmeno oggi si è ricordata che è il mio compleanno
e allora ride e piange più forte
e si mette a impastare una torta
ora che sono le 2 di notte, ed è pronta
che mi si chiudono gli occhi
e sogno mamma.

sábado, 12 de septiembre de 2009

I Diari - 01. Soledad

Palabras divinas!
Otra emborrachada...pero esta vez con mi nueva compañera: Lena!
Yo no se porqué pero siento como si mi vida ahora es realmente llena.
Ella me ha prometido que su hijo se llamerà Salvador, que es un nombre de buena suerte, no como Francisco que he pasato su vida en la poverdad.
Salvador tienes que regalar el bien a lo que lo necesitan pero no lo quieren.
Soy feliz!
Lena tienes mucho mucho gusto, però necesita de un poquito de elegancia...cuando vas a comér esta como un animal, no se cura mucho, ahora yo puedo curarme de ella y de su niño.
Yo quiero solamente de ser importante por alguno.
PERFECTO!
Rodrigo...vafanculo!

domingo, 6 de septiembre de 2009

I Diari - 02. Lena

Pare che ho trovato una casa.

Lei si chiama Soledad e c’ha gli occhi verdi. Cammina su dei tacchi altissimi e sta vestita tutta elegante. L’ho incontrata qua vicino dove sta una giostra. Mi ero seduta a guardarla e a pensare dove andare quando è comparsa lei. E’ arrivata tutta aggressiva e mi ha detto che me ne dovevo andare però io non avevo capito e gliel’ho detto.

Allora lei ha iniziato a parlare senza nemmeno riciatare e pareva una valletta della televisione perché si sbatteva tutta per farmi capire quello che diceva. Io mi sono messa a ridere perché quella scena era troppo divertente. Lei si è zittita e mi ha dato uno schiaffo. Uà, non ci ho visto più! Mi sono alzata che me la volevo mangiare! Ho iniziato a urlare e le stavo saltando addosso per strapparle tutti i capelli però non so lei come abbia fatto perché mi ha presa per i polsi, mi bloccava (è molto più alta di me, merito anche dei tacchi), ha fatto una faccia tutta sorridente e mi ha detto qualcosa tipo che ero imbarazzata. Ha iniziato a farmi le feste e a ridere un’altra volta e non si stava più zitta e non so né come né perché ma è riuscita a portarmi a casa. Ora sta facendo da mangiare e continua a parlare. Ma come fa? Ma non respira mai?

Comunque per stasera ho un letto e questo va bene, poi domani si vede, sono stanchissima.

P.S. Però è simpatica…

P.S. 2 …e pure fashion…

miércoles, 15 de julio de 2009

I Diari - 01. Salvatore

Stamattina all'alba ti ho vista sul letto, mentre rientravo a casa. Avevi tutti i vestiti bagnati e i capelli zuppi d'acqua salata. Non tremavi, però sorridevi e guardavi fissa la finestra. Mi sono steso affianco a te, avevi preso la mia parte del letto. Il soffitto era bianco come il lenzuolo e la tua faccia. Ti ho spogliata e asciugata coi miei panni, ma i capelli continuavano a gocciolare. Allora ci ho soffiato sopra e tu continuavi a sorridere e a vedere il sole che nasceva dalle tende, ho sventolato le coperte per farti aria e ho cominciato a ridere anch'io. E' stata la prima volta che abbiamo giocato insieme, e forse così un poco di rabbia m'è passata. Però più io ridevo più i tuoi occhi piangevano un fiume. Ho leccato il cuscino dov'eri tu, avevi un buon profumo, ora lo so. Io sto vicino a te e non ti lascio.
Ho messo una conchiglia nel primo cassetto, ho paura che non ci sia più.

martes, 30 de junio de 2009

I Diari - 01. Lena

Diario di un viaggio.
Di un viaggio che non faccio.
Di un treno che non prendo.
Di occhi che mi convincono a restare e io il perché ancora non l'ho capito.
Diario di un viaggio che fai tu dentro di me, che inizio a pensare che la mia pancia tiene un senso.
E forse pure il fatto che sono femmina non è sbagliato.
Diario di un viaggio da fuori, immobile con te dentro che invece ti sposti e continui e vai avanti.
Diario di un piccolo viaggio sul cavallo bianco di plastica con le sue risate nei capelli al vento e i tuoi calci di piccoli piedi che vogliono correre.
Diario che alla fine che lo scrivo a fare se le Alpi sono solo un disegno scuro sulla cartina geografica che c'era in classe, e in fondo non riesco ad andare nemmeno dove mi è uscita la pancia.
Diario di un viaggio che però scrivo, perché insieme noi due un viaggio lo stiamo facendo e lo sappiamo solo noi.
Quando esci ti porto a vedere il mare.

lunes, 29 de junio de 2009

Diario

Ciò che ha caratterizzato il nostro gruppo fin dall'inizio è stato voler andare avanti nonostante le difficoltà, per prima quella di non vivere tutti nella stessa città. Nei periodi di distacco, in cui non potevamo lavorare fisicamente al progetto, ci siamo tenuti in contatto con la storia, scrivendo le vite dei nostri personaggi su dei diari, da cui sono nati infiniti altri mondi che non si limitano alla drammaturgia già scritta e definita, ma vanno oltre e la alimentano ogni volta che ci incontriamo per le prove.
Ci va di condividere qualche stralcio del nostro grande diario di scena con voi che passate di qui.
E' il diario di treni presi per scappare, treni arrivati e già andati via, treni rincorsi solo per vederli da vicino, treni immaginari, per tornare alla radice di tutto, per riconoscere casa.
Buon viaggio.